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Semplice storia di merda
Non mi era mai capitato.
Mi sento come un vecchio, cioè se mi capita per strada sono fottuto.
Avevo mangiato del salmone,ma non ero sicuro della sua freschezza.
Poteva essere scaduto.
Torno da casa di Marco quando sento lo stimolo.
Pensavo di resistere fino a casa,ma ad ogni passo la spinta diventava sempre più insostenibile.
Ormai ero a metà strada,non c’era nessun bar nelle vicinanze.
Non potevo tornare indietro.
Dovevo resistere fino a casa.
Ma stavolta era diverso,la spinta era insostenibile.
Doveva essere diarrea.
Cammino a chiappe strette sudando.
Casa era lontana abbastanza.
Insomma non resisto e mollo.
E finita penso, sento le mutande imbrattate.
Cammino più in fretta,e fortunatamente lo stimolo è sparito.
Pazienza.
Devo solo stare attento a non prendere l’ascensore insieme a qualcuno.
Ma a pochi minuti da casa torna lo stimolo.
Ancora più forte.
Soffro assai, ad ogni metro penso sia la fine.
Immagino la merda colarmi dai pantaloni,la puzza spandersi per kilometri,
vedo la gente additarmi.
Quando prendo l’ascensore sono certo di farmela addosso davanti alla porta di casa con le chiavi in mano.
Fortunatamente non succede.
Vado al bagno senza neanche togliermi lo zaino.
Il novanta per cento era aria,e sulla mutanda non c’è gran che.
Sono stati i venti minuti più lunghi della mia vita.
Devo ricordarmi di controllare la scadenza sempre.
Fottuto salmone scaduto dei miei coglioni.

Pensando al grande B.








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pubblicato il 2010-03-05 alle 21:58:46