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disarmata viol@
La vibrazione della coda non indicava nulla di buono.
Non che viol@ fosse incazzata. No.
Però quelle due o tre cose che faticavano a tornare.
E quella sfumatura grigia del cristallino.
Era scesa dall'albero dove di solito la trovavo
a contemplare, quando andavo da lei.
Era girata di spalle, la sua giacca di pelle fino ai piedi,
il suo ondeggiare lieve da una gamba all'altra.
Poi la notai, là sul quel tronchetto appena segato,
appoggiata fra un rosario e un vaso. Manico neo, canna
argentata. La pelle si ritirò come quella di un gatto
infuriato. Passò un secondo e mentre pensavo
a quanto era bella incazzata di spalle, l'avevo già
a un passo da me, a un passo dal centro del petto,
-"click"
Un rumorino agghiacciante e poi dopo anni di silenzio,
- é scarica Pirla, che vuoi? Non vedi che sono occupata?
- bello risentire la tua voce, vio@, che stai facendo?
- niente che tu nn sappia, gioco con le miei pistole e prego. Vattene ora.
- dimmi cosa stai progettando?
Chiesi e osservai le sue labbra schiudersi quel tanto che
bastava alla sua lingua rossa per farsi un giro sorpra.
Il desiderio mi colse alla sprovvista. Lei alzò un sopracciglio:
- vattene da qua, non è il posto per te. quando lo capirai?
Un nibbio volo giù da qualche parte e le si posò su una spalla. Lei lo accarezzò.
- vedo che hai un amico con le penne, dissi
- non sono affari tuoi.
Mossì un passo ma me ne pentì subito.
Con una leggera rotazione del polso sinistro apparve
la seconda canna argentata.
- questa é carica. ora vattene per favore. vattene prima che sia troppo tardi.
to be..










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pubblicato il 2009-12-04 alle 16:10:36