copertina

upstaris

sezioni

gu legge


utenti registrati 100


La lucertola
Quando vidi la lucertola in quel giorno d’inverno, mi domandai come mai fosse lì, immobile a riscaldarsi, nella desolata e umida pianura padana.
Non voglio dare il merito o la colpa a El Niño o ai vari mutamenti ambientali in corso, sinceramente non mi interessa, ma il fatto è che una mattina dopo piogge torrenziali, freddo e nebbia, una lucertola si era risvegliata al sentore dei raggi del sole.
Era sabato mattina ed erano bastati dei timidi sprazzi di sole a farla ridestare, i suoi movimenti erano lenti, non certo rapidi come quelli ai quali le lucertole ci hanno abituato nelle giornate di estivo solleone, ma i suoi spostamenti sembravano comunque impazienti nel voler cercare un luogo dove godere appieno di un po’ di tepore.
Prima di ripiombare nel suo sonno letargico la lucertola aveva deciso di riscaldarsi un po’, fermandosi proprio nel giardinetto dove la mia piccola continuava a riposare, dove godeva finalmente di quel sonno eterno tanto agognato.
Un rettangolo pieno di piante da me travasate in vasi di coccio, fresche rose bianche e un lumino sempre acceso di modo che avesse sempre un po’ di luce, nei freddi giorni d’inverno quando il sole non ci sarebbe stato.
La lucertola decise di fermarsi, immobile sopra di lei per qualche minuto, e non so perché ma proprio in quel momento avevo percepito una sensazione di una presenza confortante.
Quando stavo piangendo, credo che la mia piccola mi abbia dato un ennesimo segno, un altro cenno.
All’inizio non ne ero sicura, non vedevo bene perché le lacrime mi appannavano la vista, ma poi ho realizzato che il movimento che avevo osservato, non era un’allucinazione o una semplice svista.
Era proprio una lucertola.
La mia dolce piccola mi aveva lanciato un altro segnale, lei lo fa spesso.
Quando mi vede disperata, o anche soltanto triste mi fa un cenno, attraverso le ali di una farfalla, il volo di una rondine, un alito di vento, un ramo che si spezza, oppure attraverso una lucertola che si ferma proprio davanti ai miei occhi sulla sua tomba.
Basta che apro gli occhi, basta che mi asciugo le lacrime.
Prima di andarsene, proprio qualche giorno prima mi disse che ci sarebbe stata sempre.
Infatti ora cammina affianco a me.
Asciugandomi le lacrime con le mani e sorridendo verso il cielo blu, mi sono incamminata verso l’uscita del cimitero, mi sono girata verso di lei e l’ ho salutata più volte con il cenno della mano come sono solita fare.
La lucertola si era spostata, l’avevo persa di vista proprio quando si stava muovendo in un altro giardinetto.
Camminando con le mani in tasca volgevo sguardi distratti alle tombe lungo il sentiero costeggiato da alberi spogli sagomati di blu e illuminati da una luce calda, e sull’ultima lapide affianco ad una foto in bianco e nero un'altra lucertola si riscaldava al sole d’inverno.










176 letture
5 commenti

mostra commenti

pubblicato il 2009-12-02 alle 13:16:23