Passaggio dalla casa-madre Caldo torrido fuori.
Sveglia tardi, stamattina, molta luce negli occhi, dormito male, molti rumori, sognato che m'hanno rubato soldi e cellulare. Soldi, simbolo d'indipendenza e telefono simbolo di comunicazione col mondo esterno.
I sogni son desideri o paure...
La casa della ragazza-madre, stamane, appare completamente diversa da ieri notte -mente offuscata dalla stanchezza e da alcune visioni non piacevoli-, non avevo notato il pavimento marrone, decorato con piastrelle geometriche anni '40, marrone più chiaro e beige. Non avevo visto la strana nicchia all'incrocio tra il corridoio e la cucina, probabilmente un errore strutturale di un'antica ristrutturazione. Avevo però già riflettuto sulla dignitosissima povertà e colori che contraddistinguono la vita di questa madre, della sua bambina e, s'intuisce da alcune grosse ciotole vuote in terra, del loro cane.
Drappi, foulard e teli di vario tipo e di mille colori a coprire lampadari e magagne dei muri e porte a soffietto abbandonate negli angoli della casa -non servono-. Alcuni dipinti e disegni sparsi e un tavolo pieno di perline pronte ad essere confezionate in collanine freak e new-age e bambole, giochi di bambina e la biciclettina; e farfalle dappertutto, appese perfino ai muri, di ogni materiale immaginabile... Questa sì che è una casa vissuta!
E allora mi vieni in mente tu e la tua asettica, direi perfetta, lineare, vuota e non vissuta, nuova fiammante casa. E mi viene in mente che mi era venuto in mente che qualcosa, oltre la chitarra, ci fosse ancora che dovevi prendere: la mia lampada, quella col cuore, era pronta in macchina!
Non era cosa.
Esco per fumare, lo faccio sempre se non sono da me e in particolar modo se in terra son posate delle scarpine color rosa di un numero piccolo piccolo.
Fuori un inverosimile palizzata di bambù che sembra dover crollare da un momento all'altro direttamente sulla strada e la lingua greca, parlata da alcuni passanti, irrompe nella mia scrittura.
Una bomboletta spray è buttata in terra nel cortiletto, proprio al sole, sul pavimento a scacchiera rosso-cotto sbiadito e bianco-sporco, pronta a esplodere da ora a fra pochissimo. Muri esterni scrostati e cose vecchie abbandonate appoggiate, accatastate e vasi ricolmi di terra secca senza piante.
Mi sento fortunata.
E mi vieni in mente tu, il tuo lavoro, la tua casa e... Chissà cosa stai facendo e se hai fatto del caffè...
E' un caldo pazzesco: pure immobile, solo scrivendo, sudo e non respiro. Impossibile pensare di muoversi e/o fare qualcosa in città.
Ma chi se ne importa! Mi vien voglia di un altro caffè latte e me lo andrò a cercare lo stesso. Esco!
Ho dormito con gli stessi vestiti che ora indosso e a malapena mi son lavata la faccia. Ho svoltato a sinistra fuori dalla via di casa ragazza-madre e ho quasi subito trovato un localino, sempre sulla strada, con sedie blu da regista. Mi ha chiamato! Del verde intorno e cicale che m'assordano il cervello. Naturalmente ho ordinato un big/huge hot coffee with hot milk! Disgustoso! Ma chi se ne frega, fa parte della vita, no?
Una donna sui cinquanta, magra, addenta una fetta di limone poi beve dell'acqua e quella più giovane, grassa, beve e basta e chiacchierano. Sotto le loro sedie è appena spuntato un gattino, due o tre mesi al massimo, a chiazze nero-fulvo-bianche. E' veramente piccolo, un po' magro ma sembra in salute e socievole. Ora beve.
E mi venite in mente voi: tu e Gatto, la mia tenera famiglia a volte più mulino bianco del mulino bianco e mi si stringe il cuore. Vero!
Poi sono felice di essere qui in quest'istante, senza dubbio, e sono felice di lasciare stasera la città afosa ma vuota, imbarcandomi sola con lei...
Sono un po' malinconica, sì: sembra impossibile trovare dei francobolli, non usa più scrivere la cartolina. Forse da qui arriva il sogno-incubo dell'incomunicabilità.
Ora lascio il baretto blu nel verde ma sull'asfalto e torno verso casa-madre: mi aspettano per andare verso un'altra avventura cittadina e poi il porto oleoso e odoroso di nafta e sudore. E forse, anzi sicuramente, domattina il mare meraviglioso e la pelle salata e il pensiero del tuo petto.
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