come in vecchi vestiti nuovi Adesso ho voglia di essere mia.
Perché non sei già tua?
Sì ma più mia.
Cioè?
Ho voglia di vestire i miei abiti più vecchi.
Colpa dell’alcool.
Forse.
E allora? Ti piacciono di più?
No, li odio. Ma ho voglia di odiarmi nei miei vecchi vestiti.
In ascensore non mi guardavi, ti facevo paura.
Sapevo che avresti ricominciato.
Hai paura di me?
No. Sì. Fottititi.
Proprio oggi che hai comprato il tuo cuore?
Proprio oggi che ho ceduto la mia firma (pausa)
Come quella sera nel locale dove tutti ridevano: io dentro morivo ma indossavo il mio vestito migliore.
Ti va stretto stasera?
Lacrimo gocce di miele.
Ah! avevo ragione allora, che proprio stasera. (pausa)
Tra poco sarai umida di miele.
Ferita vecchia fa buon sangue.
Sei così prevedibile da essere… ti ricordi quando quello ti disse che eri “teatrale"?
Sì, come mia madre che ora vuole un cane.
Di quelli piccolini da tenere sempre con sé.
Io ieri volevo un furetto.
Il furetto rosicchia qualsiasi cosa.
Il mio rosicchierebbe la vita.
Sei gelosa di lei perché ha una casa e l’ha arredata di libertà?
Sento passi lì fuori. (pausa) c’è qualcuno lì fuori.
Sarà il tuo cuore che bussa; tornano sempre a casa i cuori più fedeli. (pausa)
c’è del sarcasmo là fuori; lo sai reggere il sarcasmo?
Al sarcasmo rispondo con la birra, e anche alle domande che nascondono trappole.
Torniamo ai vestiti; è questo uno dei tuoi vecchi abiti più fedeli?
Ti ricordi quel maglione con cui coprivo la minigonna quella sera a Londra?
Ce l’avevi anche dall’altro capo del mondo, quando la pioggia colava sulle pareti di una casa dai muri tutti rosa confetto.
Era estate, cosa ci facevo con un maglione di lana?
Ce l’avevi lo stesso.
Perché secondo te non mi ha riconosciuto stasera?
Perché non hai più parole da cucirti addosso.
Non sono più mia?
Sei solo più morbida, forse. (pausa)
Non ti va bene?
Forse ho paura di non riconoscermi.
E’ lui che non ti ha riconosciuto, mica io. Io ti trovo sempre, d’altronde.
Voglio fare qualcosa. Ora. Prima che questo finisca.
Cucina, allora. Oppure stira. Oppure soltanto dimentica.
Io non faccio queste cose nei miei vestiti più sgargianti. Non voglio mica sgualcirli.
E allora?
E allora.
Cosa fai? Voglio saperlo. Anzi, vorrei che per una volta mi stupissi. Dimmi una cosa che davvero farai.
Ti ascolto.
… Non ho niente da dirti.
E allora inciderò un fiore sul nostro specchio più bello.
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